Leggete la storia di Anna, e poi leggete dopo.
Ho letto il suo blog, e la sua richiesta. di conoscere le donne. le racconto la mia storia, decida lei se cosa farne.
ho 50 anni, vivo in una città di provincia del centro Italia, una città come tante. Insegno storia e filosofia in un liceo di monache, e vivo, adesso, nel convento delle monache. Non le dirò la città e il convento per rispetto a queste donne che mi hanno accolto e del cui Ordine entrerò, forse, a far parte.
Ma la mia vita è iniziata in modo diverso e ho vissuto in modo diverso. Ho capito all’Università che piacevo agli uomini e che gli uomini sono facili da manipolare. Cominciai con il mio professore di Filosofia greca, che mi corteggiava di nascosto e in cambio di un 30 finii nel suo letto. Facile, pulito, nessun orgasmo, nessun dolore al cuore. Si ripetè un paio di altre volte, con altri professori (la voce forse si era sparsa), voti alti in cambio di sesso orale : come lo sdoganò Bill Clinton, sesso improprio.
Con i ragazzi miei coetanei non c’erano problemi, storie, storielline, amorini, con il cuore sempre ben chiuso. Lei si domanda come seducono le donne. Con lo sguardo, con le gambe, con le ciglia cariche di mascara che sbattono come quelle di bambi, con l’alito che sa di durban’s : come vuole che seducano le donne?
Trovai lavoro in una grande Azienda del Nord Italia, Ufficio Relazioni con il Pubblico.
Avevo 28 anni, gli uomini non mancavano, un appartamentino da sola, una città eccitante come Milano degl’anni 80.
Tutto era permesso, nessuna morale, discoteche, week end pagati, le donne hanno molte chances, sa? Il sesso senza amore è un genere di lusso, è una bottiglia di champagne, è una striscia di coca, inebriante, al mattino niente che non passi con due aspirine.
Poi successe l’inevitabile, la piccola cosa sciocca che capita agli essere umani, uomini e donne. M’innamorai, di un colombiano, responsabile dell’area Sudamericana dell’Azienda.
Cosa fa una donna per amore? Tutto. S’imbarca su aerei per andare a Parigi per un giorno, crede disperatamente a tutto quello che le viene raccontato, spende cifre folli in biancheria sexy per eccitare il suo uomo, accetta incontri a tre per eccitarlo ancora di più, una vertigine, come guardare dall’alto di un burrone.
Mi liquidò dopo 5 anni con un’email : aveva trovato un lavoro in Colombia, era stufo di viaggiare, la moglie aspettava il terzo figlio, adios.
La mia vita in pezzi. Un esaurimento nervoso, mi sono licenziata, sono tornata a vivere dai miei.
Dopo un paio di anni ho cominciato a frequentare il convento di ……… , insegnavo italiano alle donne filippine, ho parlato a lungo con la Madre Superiora, e mi hanno dato la cattedra al liceo.
Non so più cosa voglia dire indossare un reggicalze, dipingermi le unghie, tingermi i capelli. Non faccio sesso da 15 anni e non mi manca.
Ho lasciato casa dei miei, mi sono trasferita in convento. Lavoro, pago la retta per la stanza e il mangiare. Sto cercando Dio, attraverso i suoi Filosofi.
Guardo le mie alunne, immagino le loro vite, guardo le gambe giovani perfettamente depilate, loro non sanno di me : vedono una prof severa, con i capelli che si stanno ingrigendo, nessuno immagina chi sono stata.
Usi la mia storia, se le pare interessante.
Avete letto? Bene. La storia di A è falsa. Completamente inventata. Da una scrittrice con cui sto conversando via mail, di questo periodo. Come voi, l’ho scoperto dopo, in risposta ad una mia mail. Così mi scrive infatti la scrittrice:
ecco perchè volevo dirti di fare attenzione. Ho aperto un’email, ho creato un personaggio, una simil storia interessante (che magari si potrebbe sviluppare…) e te l’ho mandata. Tu mi rispondi che è molto interessante, ma Anna è frutto della mia fantasia, è un personaggio che mi sono inventata in una mezz’oretta, ho pensato che una che si ritira dal mondo in seguito ad una delisione d’amore dopo averne viste un po’ di tutti i colori poteva funzionare, c’ho messo il colombiano che è credibile…et voilà, tu l’avresti servita e creduta come una storia vera.
La scrittrice vuole farmi riflettere che i personaggi nascono “dentro di noi”, che questo mio esperimento è un po’ farlocco, facilmente falsabile, e comunque non necessario.
Perché ho postato tutto questo? Un po’ perché ero curioso di sapere cosa ne pensate voi. Un po’ perché anche questo mi sembra un interessante risultato dell’esperimento.
